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Pubblicazione Piano Integrato di Vigilanza e Controllo - Anno 2016


La programmazione locale delle attività di prevenzione quest’anno si poggia sul saldo riferimento del Piano Regionale di Prevenzione 2015-2018 (PRP), che nel rispetto della “vision” già enunciata nel Piano nazionale della prevenzione (PNP) ed i principi che devono improntare l’operato della sanità pubblica persegue il raggiungimento di un risultato che si auspica migliorativo non solo in termini di cogenza nella relazione tra, determinanti, strategie, obiettivi, interventi, risultati, ma anche in termini di integrazione e trasversalità degli interventi programmati rispetto ai vari gruppi di popolazione, condizioni queste che favoriscono l’efficacia degli interventi stessi.

La prevenzione, si declina in interventi finalizzati alla riduzione o rimozione di danni alla salute delle persone di ogni età, ceto sociale, attività lavorativa, e da interventi di promozione della salute, complesso di azioni dirette ad aumentare le capacità degli individui e ad avviare cambiamenti sociali, ambientali ed economici in un processo che aumenti le reali possibilità di controllo, da parte dei singoli e della comunità, dei determinanti di salute.
Per attuare efficacemente le politiche regionali di prevenzione è necessario coinvolgere il più ampio schieramento di risorse e competenze, sviluppando la capacità di dialogo e di valorizzazione degli apporti di soggetti che hanno altre finalità o interessi, ma che su obiettivi concreti e misurabili di guadagno di salute possono fornire un contributo di risorse e competenze molto importante.
Inoltre, per conseguire gli obiettivi di prevenzione - complessi da affrontare e influenzati da tanti fattori – le azioni, le risorse devono coinvolgere tutti i soggetti che, per finalità, ruolo e/o competenze istituzionali, possono concorrere alla positiva riuscita degli interventi a tutela della salute, garantendo un approccio multidisciplinare.
La prevenzione esclusivamente sanitaria non è sufficiente ed è quindi necessario costruire una cultura condivisa, in un sistema di rete, in cui la “salute” diventi una attenzione globale e non solo del sistema sanitario.
In quest’ottica è importante, come suggerisce la programmazione regionale, sostenere e promuovere azioni che siano ispirate ai principi di: eguaglianza trasversalità e integrazione, sostenibilità, accountability.

Per l’anno 2016 pertanto il Dipartimento di Prevenzione Medico perseguirà il raggiungimento/mantenimento dei risultati riguardanti le aree oggetto di verifica LEA, quali la sorveglianza prevenzione e controllo delle malattie infettive compresa la profilassi vaccinale; la prevenzione delle patologie croniche non trasmissibili attraverso programmi di comunità e programmi di screening,l’attività di tutela dei cittadini/lavoratori/consumatori sulla base di analisi epidemiologiche e di evidenza di efficacia - secondo criteri di priorità dell’azione di controllo parametrata al livello di rischio, ed in particolare il controllo del 5% delle imprese attive per l’area della salute e sicurezza sul lavoro, secondo gli indicatori previsti dal Sistema regionale di valutazione delle performances dell’area della Prevenzione Medico delle ASL ora ATS (Regole di Sistema 2014 e 2015 e obiettivi DDGG ASL - D.G.R. X/1185/2014 e D.G.R. X/3554/2015).

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