Piano Integrato Locale di Promozione della Salute - Anno 2019


La pianificazione e la programmazione degli interventi finalizzati alla promozione di stili di vita e ambienti favorevoli alla salute ed alla prevenzione di fattori di rischio comportamentali della cronicità, si svolge in coerenza con quanto previsto nel Piano regionale della Prevenzione 2014-2019 (DGR n. XI/67 del 17.07.2018), che declina le azioni di sistema per la prevenzione della cronicità secondo il modello biopsicosociale, solidamente sostenuto da evidenze dell'OMS, che guarda ai "processi di salute" delle persone nel loro intero ciclo di vita e nei diversi setting ove questi si sviluppano.
E' con questa chiave di lettura che anche per le attività di prevenzione è necessario procedere allo sviluppo locale e prosecuzione dei programmi regionali in essere /"Scuole che Promuovono Salute - SPS"; "Aziende che Promuovono Salute - WHP"; "Percorso nascita"; "Comunità locali"; "Prevenzione cronicità") a partire da una coerente ed attenta lettura della domanda secondo una stratificazione che, nell'attuale fase, può essere descritta, utilizzando un "modello sistemico", secondo la seguente schematizzazione:
  • "Sistema popolazione generale, potenzialmente sana e senza dinamiche strutturate di domanda sanitaria", al quale si rivolgono i programmi di comunità/popolazione;
  • "Sottosistema popolazione con presenza di fattori di rischio (sovrappeso, sedentarietà, tabagismo, ecc.) al quale, all'interno dei programmi di comunità, si rivolgono gli interventi indirizzati a specifici gruppi di popolazione e basati sull'evidenza scientifica;
  • "Sottosistema popolazione con presenza di fattori di rischio e Sottosistema popolazione con cronicità in fase iniziale, prevalentemente mono "patologica" al quale si rivolgono le azioni, previste nel Piano Regionale della Prevenzione PRP (Programma 6 "Prevenzione della cronicità").

Questa lettura rende evidente che l'obiettivo generale dei programmi di comunità e dei percorsi di presa in carico individuale, negli aspetti afferenti le "prestazioni a carattere preventivo", è un "guadagno di salute" capace di ritardare e ridurre la domanda sanitaria e la fragilità (anche attraverso l'adozione di strumenti di Health Equity Audit nei programmi di comunità e la messa a sistema di criteri di stratificazione che incrociano dati sanitari con fattori socio-economici individuali e collettivi che impattano sulla domanda/consumi), incidendo complessivamente positivamente su benessere e qualità della vita di persone e comunità.

L'ATS è chiamata a sviluppare il ruolo di governance nell'attività di prevenzione e promozione alla salute realizzate nell'area territoriale attraverso un processo di integrazione interdipartimentale e condivisione con tutti i settori dell'Agenzia nell'ambito della più generale attività di programmazione, in sinergia con la ASST e con altri soggetti di sistema socio sanitario, in raccordo con le politiche sociali ed i soggetti del terzo Settore e con il coinvolgimento di tutti i settori/soggetti non sanitari che a vario titolo possono concorrere al perseguimento degli obiettivi di salute.

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